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BICHA BICHA, LUCCIOLE ESTIVE, AI PIEDI DELLA QUERCIA, FERTILITÀ, TERGENDOSI

BICHA BICHA, LUCCIOLE ESTIVE, AI PIEDI DELLA QUERCIA, FERTILITÀ, TERGENDOSI

Lotto 00012
N.5 xilografie shunga

Scuola Utagawa

BICHA BICHA, LUCCIOLE ESTIVE, AI PIEDI DELLA QUERCIA, FERTILITÀ, TERGENDOSI

Anno: 1850 ca.
Condizioni: segni del tempo
Dimensioni: vedi dettagli

 

Prezzo: € 280,00

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Pregiato lotto di 5 xilografie policrome di metà XIX secolo.

Di seguito alcuni dettagli sulle cinque opere (guardando l'immagine di corredo da sinistra a destra e dall'alto in basso).

 

Bicha bicha (dimensioni: 11 x 16 cm)

In questa xilografia originale di scuola Utagawa (歌川派) e di straordinaria fattura vediamo due amanti che giocano nei pressi di un corso d'acqua. La coppia è accompagnata da un dialogo molto ardito nel quale, tra l'altro, l'uomo promette alla compagna che, se starà ferma e buona, le farà raggiungere il picco del piacere (じつとしている今にそんものをいれてそしてきをやらせてやろう) e che si chiude con una onomatopea molto esplicita, "bicha bicha" (びちゃびちゃ), riferita al lavoro delle dita di lui. Molto interessante notare come, in questo shunga (春画), sia la stessa produzione shunga a ricoprire un ruolo fondamentale. Sulla sinistra vediamo infatti diverse opere shunga poggiate per terra vicino ai protagonisti che, evidentemente, si sono accesi a seguito della lettura di esse.

 

Lucciole estive (dimensioni: 13,5 x 10 cm)

Tavola shunga a dir poco bizzarra che, leggiamo nel riquadro in alto a destra, ha come protagonista un misterioso Genji d'oggi giorno (今様源氏). Nella miniatura in alto a sinistra, sulla cui ripiegatura leggiamo la parola "lucciola" (蛍), un bimbetto si sporge sul pavimento di una veranda per giocare con una scintilla pirotecnica senkohanabi (線香花火) appena accesa con la candela che scorgiamo al suo fianco. La scena principale, realizzata molto probabilmente da un allievo della scuola Utagawa (歌川), si svolge in una calda giornata estiva, come suggeriscono: il richiamo alle lucciole, il gioco tipicamente estivo del bambino e il ventaglio uchiwa (団扇) a fianco della coppia appena visibile sulla destra. L'uomo, forse il marito della donna, è intento in una interpretazione tutta sua del gioco pirotecnico accostando una fiammella alle parti intime di lei (che non sembra affatto entusiasta della trovata).

 

Ai piedi della quercia (dimensioni: 11,5 x 17 cm)

Ahimè, della quercia sotto i cui rami pensavo prendere il mio riposo, nulla doveva rimanere salvo un letto vuoto e nudo (立ち寄らむ陰とたのみし椎が本むなしき床になりにけるかな). Queste toccanti parole pronunciate da Kaoru (薫) nell'appartamento del defunto principe Hachi (八の宮) danno il titolo al quarantaseiesimo capitolo del celebre Genji monogatari (源氏物語). Nella raffinata stampa qui presentata, di difficile interpretazione invero dal momento che è stata estrapolata da un volume non consentendo quindi di visualizzare il contesto in cui è possibile collocarla, leggiamo in alto a destra il titolo del suddetto capitolo, "Ai piedi della quercia" (椎夲), e vediamo raffigurati due amanti, forse lo stesso Kaoru in compagnia di una delle due figlie di Hachi: Kozeri (小芹) o, più probabilmente, Agemaki (総角).

 

Fertilità (dimensioni: 12,5 x 9 cm)

Le stampe erotiche giapponesi non erano destinate solamente ad istruire le giovani donne o a dare piacere a chi le osservava: erano anche veri e propri talismani da portare al seguito. È il caso, ad esempio, di questa xilografia che rappresenta una'allegoria della fertilità (come testimonia la didascalia, ひよく, sul campo verde in alto a destra). Protagonista assoluto della fertilità è l'organo genitale femminile: nell'abbraccio appassionato che coinvolge i due amanti i corpi restano, infatti, del tutto celati dalle ricche vesti che si squarciano soltanto nel punto in cui viene svelata la vagina di lei (una cortigiana oiran) che lo stampatore si premura di sottolineare con un colore acceso che la vivifica di piacere.

 

Tergendosi (dimensioni: 12,5 x 9 cm)

In questa splendida xilografia originale del XIX secolo vediamo raffigurati due "sex symbol" del periodo Edo (江戸時代), ovvero: una geisha (芸者) splendidamente vestita e un carpentiere (大工) che indossa la tradizionale maglia nera haragake (腹掛け). Le geisha sono ben note al grande pubblico ma quello che non tutti sanno è che in Giappone, nell'opinione dell'altra metà del cielo, i carpentieri erano tra gli uomini più desiderabili, sia per la loro prestanza fisica sia per le loro capacità acrobatiche: per lavoro si arrampicavano spesso a grandi altezze e, perciò, non era raro che venissero utilizzati per mansioni ardite paragonabili a quelle che svolgono gli odierni pompieri, tanto che venivano soprannominati "aquiloni" (鳶). I due sono intenti, come leggiamo nel riquadro rosso in alto a destra, a tergersi (よくぬぐひ) con delle salviettine makuragami (枕紙) dopo un rapporto che presumiamo sia stato clandestino. L'uomo, infatti, si guarda intorno con circospezione e la donna, anche se non possiamo stabilire a chi si riferisca, rassicura l'amante dicendo: «Anche quando lui dovesse venire, ormai non m'interessa (きたつてもうかまわない)». L'opera è firmata Kuniyoshi (國吉), forse un discepolo o un ammiratore di Utagawa Kuniyoshi (歌川国芳) che del celebre artista ha voluto prendere il nome, benché scritto con ideogrammi differenti.

 

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