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LE TRAME DEL DESIDERIO

LE TRAME DEL DESIDERIO

Lotto 00051
N.7 xilografie shunga

Kitagawa Utamaro

LE TRAME DEL DESIDERIO

Periodo: primi del '900
Condizioni: ottime
Dimensioni cad: 38 x 26 cm

 

Prezzo: € 1.000,00

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Sette preziose xilografie tratte dalla serie "Le trame del desiderio" (ねがいの糸口) che, realizzata nel 1799, ovvero undici anni dopo il primo grande successo "Il canto del guanciale" (歌枕), è la seconda delle tre famose serie di shunga di Kitagawa Utamaro (喜多川歌麿), di cui l'ultima è "Tirando Komachi" (小町引き) del 1802. Queste tre raccolte testimoniano lo sviluppo, nel corso degli anni, dello stile del celeberrimo maestro ukiyo-e che si faceva sempre più raffinato e voluttuoso.

La stampe su carta giapponese washi (和紙) presentate in questa sede appartengono ad una edizione della suddetta serie risalente con ogni probabilità ai primi del '900 e sono, nonostante una giusta patina dovuta all'età, in ottime condizioni.

Di seguito i dettagli delle singole tavole (guardando da sinistra a destra e dall'alto in basso l'immagine di corredo).

 

Frontespizio

Elegantissimo frontespizio della serie. Nella stampa vediamo raffigurate due figure: una bella cortigiana oiran (花魁) del quartiere Shin Yoshiwara (新吉原) di Tokyo in compagnia di un giovane cliente intento a fumare una pipa tradizionale kiseru (煙管). La scena si svolge in una fredda giornata invernale, come intuiamo dal braciere hibachi (火鉢) che si intravede sulla sinistra e dai numerosi, e splendidi, strati di kimono che avvolgono la coppia.

 

Di più!

Questa sensualissima opera si apre con le severe parole di lei che pronuncia una sentenza grave e irrimediabile contro uno sventurato quanto sconosciuto personaggio: «Di più! Bene così... quello di Gonpachi invece è pigro!» (モットいゝの候の権八のといふやうなううすなまけたことしやアねへ). Lui, che apprendiamo si chiama Tomihachi (富八), pronuncia un apprezzamento non troppo elegante che, a grandi e smussate linee, potremmo tradurre: «Piuttosto che le donne magre, a me piacciono quelle come te, con i fianchi grandi e pesanti!» (やせた女よりやおめへのやうなどつさりとしりの大きなのがおらアすきだ)... per poi indugiare in una celebrazione delle proprie doti e in altre parole che, per pudore, non possiamo tradurre.

 

Mi sposerai?

Utamaro fa esordire lei con un'affermazione lusinghiera: «Solo di recente [con te] ho scoperto cosa significhi raggiungere l'apice del piacere. Mi fa stare bene e me ne vergogno sempre meno (きのいくといふ事を、やふやふ此のごろしつたよ。そしてはづかしいのも、すこしこらへよくなつてきた。)». Ma le parole non sono buttate lì per caso... segue infatti la domanda fatidica: «Tu veramente mi prenderai per moglie? (おめへ、ほんにわたしを女房にもつてくんなさるきか。)». Lui, molto più esplicito e sbrigativo, in buona sostanza risponde dicendo che, oltre al fatto di essere lieto che lei abbia finalmente smesso di lamentarsi perché si faceva male, piuttosto che dirle cose dolci con la bocca, preferisce comunicarle il suo amore con... la propria virilità.

 

Basta chiacchiere!

Contrariamente a quanto di solito avviene nei dialoghi shunga di Utamaro, questa volta il chiacchierone è l'uomo, che esordisce dicendo: «Quando giocherelliamo un po' mi diverte molto di più di quando iniziamo subito (あまりはやくはじめるよりこうしてひねくり返してたのしむうちがミやうだ)»... e poi si dilunga in una serie di complimenti che è meglio non tradurre e che indugiano sulla bellezza delle parti intime di lei che, invece, taglia corto e lo esorta dicendo: «Adesso basta con le chiacchiere inutili e, per favore, entra immediatamente! (いいかげんにむだをいつてはやくいれてくんねへ)».

 

Eh? Non là!

Questa stuzzicante opera si apre con le parole di lei che, a fronte di un amante entusiasta dell'essere intento in divertenti, intraducibili e interminabili preliminari, esclama: «Eh? Non là! (アレサそこじやアねへハな)». E dopo averlo esortato ad "imboccare la strada giusta" lo redarguisce dicendogli che deve smetterla di fare monellerie (わるくしやれる), tirandolo per un piede per aiutarlo a fare sul serio e creando così una scena che diventa di un erotismo quasi agonistico.

 

Perché tanta fretta?

«Non conosco nessuno come te, che abbia tutta questa fretta! (おめへのよふなせわしねへものハねへ)». Questa bella donna di Utamaro riprende, stizzita, il suo amante che è in cerca di lei prima che abbia finito di prepararsi e continua dicendo: «Insomma, aspetta almeno finché non ho finito di sistemarmi i capelli! (まアかミをゆつてしまうまでまちなよ)». Lui, per nulla disposto a darle ascolto, risponde: «Qual è il problema? Appena finisci di sistemarti... lo facciamo di nuovo! (いいわさかみをゆつて志まつたらまた志やうわさ)».

 

Abbracciati per mille anni

Lui, che evidentemente non ha capito i sentimenti di lei, esordisce con una maldestra esclamazione asserendo che se avesse tanti soldi, addirittura 10.000 monete d'oro ryo (万両), vorrebbe stare in sua compagnia fino allo sfinimento e che muore dalla «voglia di sentirla gemere di piacere (なかれちやア たまらねへ)». Lei, una bella cortigiana oiran (花魁), dopo averlo rassicurato sul fatto che a breve inizierà a gemere come piace a lui... pronuncia una frase che va decisamente oltre la passione del momento, ovvero: «Se fosse possibile, vorrei stare abbracciata con te per mille anni! (ならう事なら、ぬしとかうだきついて千年ばかりいたい)».

 

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